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Tasso di sofferenze sui mutui: aumenta del 40%

La percentuale di #mutui che non riesce ad essere onorata dai mutuatari (vale a dire che resta insolvente) è salita all’1.4%. Gli addetti ai lavori del mercato dei mutui in Italia segnalano questo aumento di 40 punti base come un potenziale campanello d’allarme.

Ad aggravare la situazione c’è la tendenza delle #banche a diventare sempre più selettive. Il #debitore quindi, nonostante dei tassi di mercato agevolati, non riesce quindi ad accendere un #mutuo.


Una nuova propensione delle banche parrebbe essere quella di evitare mutui con un erogato superiore all’80%. Se prima gli istituti finanziari che attuavano certe operazioni erano una nicchia, ad oggi risultano star scomparendo. Una dei motivi è l’esaurirsi della dotazione del Fondo di garanzia per i mutui sulla prima #casa (CONSAP), che forniva alla banca che erogava un mutuo al 100% sul valore dell’immobile, una garanzia del 50% sulla quota capitale per importi massimi pari a 250 mila Euro.


L’attuale situazione economica, condita con la sospensione del #pagamento delle #rate dovute all’applicazione delle moratorie ha spinto gli istituti di credito a procedere alle erogazioni con cautela ed a terminare (o limitare fortemente) le erogazioni di mutui ad alto Loan To Value (ovvero i mutui che finanziano oltre l’80% del valore di acquisto di un bene immobile).


Vi è inoltre un cambio radicale dei soggetti che richiedono un mutuo. Ad oggi si registra una diminuzione delle domande da parte dei lavoratori autonomi e partite IVA mentre si registra un aumento delle domande da parte dei lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato che hanno raggiunto il 93% dei richiedenti mutuo.


I danni che il Covid-19 sta causando all’economia reale sono sempre più rilevanti. Alcuni esperti sostengono che vi sarà un peggioramento a partire da aprile, momento in cui la Cassa integrazione ordinaria prevista dalla Legge di Bilancio potrebbe terminare. Alcune aziende di fatto potranno decidere di optare per i #licenziamenti collettivi, andando così ad aumentare il tasso di sofferenze dei mutui esistenti.


Dopo l’approvazione del Recovery Fund i tassi di interesse sono stati ribassati ulteriormente fino a raggiungere un livello mai toccato prima. A partire dal 2014 le banche non praticano più uno spread unico ma si rifanno al Loan To Value. Più il LTV è basso e più sarà vantaggioso il tasso finale. Ad esempio, nei casi migliori per un finanziamento ipotecario di 20 anni di può registrare un Tasso annuo effettivo globale (conosciuto come Taeg) dello 0,38%.

Questi tassi stanno avvantaggiando chi riesce ad ottenere un mutuo nonostante questo 2021 stringente.


Il mercato dei mutui attuali in Italia registra uno stock di oltre 300 miliardi di Euro. Fattore che non deve essere dimenticato. Sarà importante rimodificare i soggetti della domanda al fine di includere nuovamente i lavoratori autonomi e le partite IVA.


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